Il Conto Termico 2.0: cosa cambia per le Pubbliche Amministrazioni

Il Conto Termico 2.0 è stato finalmente pubblicato in Gazzetta ufficiale il 16 febbraio dopo oltre un anno di ritardo ed entrerà in vigore a 90 giorni dalla pubblicazione. Il nuovo decreto che dovrebbe rilanciare l’incentivo al momento sottoutilizzato per interventi di efficienza energetica e rinnovabili termiche è stato previsto nella legge di conversione dello Sblocca Italia (Legge 164/2014) e approvato dalla Conferenza Stato-Regioni alla fine di gennaio 2016.

Molte sono le novità che riguardano le PA, a seguito della mediazione raggiunta tra Regioni e Ministero sulle richieste degli enti locali. Il decreto interministeriale 16.02.2016, più noto come Conto Termico 2.0, infatti destina 200 milioni di €/anno per le pubbliche amministrazioni e introduce misure di semplificazione per l’accesso agli incentivi. Particolare attenzione merita la modalità di accesso tramite la prenotazione del contributo da effettuarsi sulla base di una diagnosi energetica finalizzata ad individuare l’intervento che consente di realizzare il miglior rapporto tra costi e benefici ambientali ed economici. Inoltre, sono stati inclusi tra i beneficiari degli incentivi anche le cooperative sociali e le società di patrimonio pubblico.

Il nuovo Conto termico aggiunge, per le sole pubbliche amministrazioni, tre nuovi interventi:

  • trasformazione in “edifici a energia quasi zero” (NZEB)
  • sostituzione dei sistemi per l’illuminazione con dispositivi efficienti
  • installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico degli impianti termici ed elettrici degli edifici (building automation), di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore.

Come nella versione precedente, restano incentivabili solo per le pubbliche amministrazioni gli interventi di:

  • isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato
  • sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con caldaie a condensazione
  • installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento di chiusure trasparenti con esposizione di Est-sud-est a Ovest, fissi o mobili non trasportabili.

Altra novità riguarda la taglia massima degli impianti per la produzione di energia termica da rinnovabili che passa da 1 MW a 2 MW. Inoltre sono stati aumentati gli incentivi per il solare termico, mentre i tempi per l’erogazione dell’incentivo dalla conclusione della procedura verranno dimezzati.

Nel nuovo conto termico gli incentivi saranno più generosi: ad esempio, per la sostituzione dei sistemi di illuminazione con dispositivi efficienti e per la trasformazione in “edificio a energia quasi zero” l’incentivo coprirà il 65% delle spese.

Le spese per le diagnosi energetiche e la redazione dell’Attestato di prestazione energetica (APE), richiesti per la trasformazione in edificio a energia quasi zero e l’isolamento termico delle superfici opache saranno incentivabili al 100%. Per importi fino a 5mila euro, sia per i privati che per le amministrazioni pubbliche, l’incentivo viene corrisposto in un’unica rata.

Rimangono inalterati gli interventi di piccole dimensioni incentivabili anche per i privati.

Leggi il Decreto ministeriale
Consulta i criteri di ammissibilità degli interventi